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24/08/2018

IL MATTONE DEL MONDO

IL MATTONE DEL MONDO

Il sindaco di Betlemme in visita al Museo dei Sogni

Sono 70 gli anni dedicati all’accoglienza di minori italiani e non italiani, segnati da esperienze dolorose, di fatica, di abbandono, aiutati alla trasformazione da un’accoglienza significativa, vera, impastata di amore e di esempi di vita, anche in Comunità dove vivono.

“Mai dire stranieri, soltanto non italiani”, ci raccomandava quasi ogni giorno il card. Loris Francesco Capovilla, segretario di Papa Giovanni XXIII, il Papa della bontà, per 35 anni padre, guida, maestro delle nostre Comunità. La strada è vita: cammina per migliorarla, questo il primo tema educativo della Comunità e tra gli interpreti più fedeli, più coraggiosi, più veri vi è stato anche il vescovo di Acerra (NA) Antonio Riboldi, salito quassù in questo mezzo colle feltrino decine di volte, per incoraggiare, servire, proporre, testimoniare a noi e non solo a noi, il significato vero della vita, accompagnata sempre dal bisogno di una ricerca alta e ragionata di senso; è con lui che abbiamo capito che le idee valgono per quel che costano, non per quello che rendono.

Nel 1998 la Comunità ha alzato lo sguardo al mondo intero ideando il Museo dei Sogni, della Memoria, della Coscienza e dei Presepi, sguardo attento a tutti gli inquilini nei 199 Paesi di tutti i continenti.

Fu chiesto ai Responsabili del bene comune di ogni Paese un pugno di terra come simbolo del loro sogno, quello reso vivo nella vita dei cittadini di ogni Paese.

Ci sono voluti 10 anni affinché il pugno di terra chiesto diventasse il Mattone del mondo, dove le terre di tutti i 199 Paesi sono presenti mescolate assieme, senza più possibilità di distinguerle e separarle.

Oggi a Feltre, forse, c’è il più grande Museo di simboli esistente, attraverso terre, pietre, acque, presepi, crocifissi, ferri, legni, simboli di scarso valore economico, ma di immenso valore politico, sociale, solidale, umano.

RESTITUISCITI AL MONDO, PRIMA CHE VENGA SERA

Il Patriarca di Venezia accarezza le 199 terre

Con il tema educativo comunitario del 2018, “Restituisciti al mondo prima che venga sera”, ogni minore e giovane qui accolto ha firmato un Contratto Educativo di Restituzione con i Sindaci dei Comuni di loro provenienza, impegnandosi a restituire in libertà e con libertà quanto ricevuto, ora arricchito di parola, impegno, bellezza, competenza, cultura e pensato umilmente per i destini del mondo.

Fu chiesto con delicatezza nel 1998 di essere ricevuti dal Presidente della Repubblica al Quirinale, la prima casa di tutti gli italiani. Ci era sembrato che chiedere il parere autorevole al Presidente della Repubblica fosse l’esame da superare. Aveva senso avviare e tentare di realizzare un Museo “vivo” che accogliesse la storia, i limiti, i sogni, il bello, il doloroso, il tragico, la meraviglia della vita in ogni angolo del mondo? Fu risposto di sì, senza fatica e riserve. A noi tutti parve quindi che questo Sì ci stimolasse a varcare i confini, pronti a curvarsi sui destini degli uomini nel mondo e del mondo, chiamati tutti a pensare al domani, al futuro di ogni nuova generazione.

CHIEDIAMO AIUTO ALLA MUSICA E AL CANTO

Domenica 7 ottobre 2018 alle ore 10:30, restituiremo parte di queste terre con i 199 Mattoni del mondo a tutti i Rappresentanti Ufficiali di ogni Paese, saranno quindi destinatari gli oltre 7 miliardi di persone che ogni giorno nascono, vivono, muoiono, assieme alle mamme che in ogni continente lasciano la vita partorendo, una ogni due minuti, dice la statistica.

Inviteremo 5 Ambasciatori accreditati presso il Quirinale, uno per ogni continente.

Sarà questa la nostra ultima carezza ad un sogno cresciuto in 20 anni, ora quindi più che maggiorenne.

Perdonateci se osiamo chiedere a Voi di aiutarci nel donare una carezza alla vita e alle Terre del mondo.

Quel giorno, il 7 ottobre, in 70 Paesi, 70 artisti alla stessa ora, se possibile, altrimenti entro il giorno, suoneranno o canteranno una nota di addio, di benvenuto, di festa, in 70 località differenti certamente, ma animate tutte dal desiderio di amare la terra, che è di tutti, perché bene avuto solo in prestito, amare e rispettare la vita, la bellezza, l’arte, la musica, il sogno.

Vi chiediamo con cortesia di essere tra questi 70 interpreti di riconoscenza. Non chiediamo grandi cose, soltanto un segno della vostra bravura e sensibilità, attraverso la musica, la direzione, la voce, individuando magari un luogo significativo dove suonare e cantare, ma anche a voi ovviamente prossimo e domestico.

Chiediamo di poter eventualmente avere un poco di documentazione della vostra partecipazione musicale del 7 di ottobre 2018.

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